L'accordo riguarda un nuovo passo avanti nell'interoperabilità tra le due piattaforme Paas Force.com e Google App Engine (GAE).
GAE sarà infatti disponibile per scrivere applicazioni che accedano alla piattaforma di sviluppo Force.com
UFFAaaS
Per chi non sa che cosa voglia dire PaaS e cosa significhi in realtà, occorre spendere due parole per chiarirlo.PaaS sta per Platform as a Service. Se non vi irrita troppo l'introduzione di altri poco fantasiosi acronimi, PaaS va a fare compagnia a IaaS e SaaS. Attenzione qualcuno non si è fermato qui ed ha proseguito fino a coniare il definitivo XaaS: everything as a Service.
SaaS: comodo
SaaS sta per Software as a Service, sono tutti quegli applicativi (le Google Apps ed il CRM Salesforce.com tra i più noti) che consentono di utilizzare dei servizi applicativi via browser senza doverne gestire i sistemi. Il pagamento avviene per utente/mese. Comodo.IaaS: potente
IaaS invece vuole dire Infrastructure as a Service, si tratta in questo caso di poter usufruire di una capacità di elaborazione tramite dei server virtuali fruiti sempre come servizio. In questo caso si paga solo il traffico, lo spazio e il numero di istanze riservate.Leader in quest'area è senza dubbio Amazon con i propri AWS (Amazon Web Services).
L'elasticità della soluzione consente di far crescere il numero di server virtuali semplicemente accendendoli o spegnendoli in funzione del carico, pagando solo ciò che si consuma. Potente.
PaaS: incredibile
Un passo oltre nella scala di astrazione è il modello PaaS dove le applicazioni vengono scritte per girare in uno spazio totalmente astratto. Sicuro, dietro ci saranno comunque dei server, dei sistemi operativi ma lo sviluppatore non ne conosce i dettagli nè se ne deve preoccupare se non per lo strato di astrazione legato al linguaggio, al framework di presentazione ed alle funzioni che ne gestiscono il modello.Quando si scrive un'applicazione per 10 utenti, sperare che funzioni con 1000 o con 100000 è quanto meno illusorio. Riscrivere l'applicazione (refactoring) per tenere fronte al crescente numero di richieste è possibile ma richiede tempo e conoscenze. Nel modello PaaS, i vincoli con i quali vengono scritte le applicazioni , garantiscono che l'applicazione che abbiamo scritto per testare la nostra brillante idea, possa crescere con il tempo e diventare quell'applicazione di successo che speriamo, con milioni di utenti, senza che le performance cambino e senza preoccuparci di acquistare nuovi server, nuova banda, nuovo spazio.
Certo lo pagheremo, ma molto di meno di quanto possiate immaginare. Incredibile
Un primo passo importante
GAE e Force.com sono due piattaforma di sviluppo PaaS che oggi sono diventate interoperabili.Per la precisione GAE è un sistema molto aperto, nato con il linguaggio open source Python ed il framework open source Django ed ora apertosi a Java.
In realtà l'engine è stato scritto per essere indipendente dal linguaggio di programmazione e c'è grande curiosità per conoscere le prossime uscite dei linguaggi supportati da GAE.
Dietro a GAE, per supportare la scalabilità delle applicazioni su numeri inimmaginabili, siede BigTable, il database di Google che gestisce ogni giorno Petabyte di informazioni, notizie, ricerche, immagini, video, mappe...
Force.com è decisamente più proprietario. Sinora per scrivere applicazioni sulla piattaforma Force.com si utilizza il linguaggio Apex ed il framework Visualforce che include un linguaggio di markup simile all'HTML per la parte di presentation.
Sulle API di Force.com è possibile montare le tecnologie di sviluppo più svariate da Flex a php, da .net a java
Su Force.com sono state scritte migliaia di applicazione che gli utilizzatori di Saleforce.com possono fruire tramite il Marketplace.
Da oggi abbiamo un canale in più per ottenere quanto augura Saleforce.com ai propri clienti: "Success not software"

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