Google fa davvero paura?

venerdì 3 aprile 2009

Vi infliggo una chattata tra me e Giuseppe Masili di Redomino, un nome famoso nell'Open Source, ed un persona intelligente e piacevole con cui ragionare sugli argomenti più caldi del mondo internet ed Open Source
Giuseppe Masili: Ho pubblicato questo post sul nostro Blog: http://www.redomino.com/it/labs/blog/giuseppe-masili/un-mercoledi-da-yahoo ;)
Nicola Bertellini: Visto e commentato.
Giuseppe Masili: cmq ti dico che Google fa sempre più paura sono troppe le informazioni personali che gestisce
Nicola Bertellini: Tutto il nuovo fa paura, non è il cosa o il quanto ma il come.
Giuseppe Masili: mmm non sono convinto, non perchè è nuovo
Nicola Bertellini: Guarda, Google ha l'unica informazione che non darei tanto volentieri in giro la mia carta di credito, però ce l'hanno anche PayPal, Banca Sella, ed un altro tot di siti di ecommerce. E' un problema di trust, di qualcuno ti devi fidare.
Giuseppe Masili: mi spiego meglio: per me non è un problema l'informazione singola ma quando qualcuno o qualcosa ha tutte le informazioni, soprattutto riservate come posta personale, calendario personale, rubrica, chattate
Nicola Bertellini: No. secondo me non è questo il problema, almeno non nelle dimensioni. Avrei molta più paura (e infatti sto molto attento) con il mini sito dell'ultimo venuto che mi chiede anche una informazione banale come l'indirizzo email, eppure non aggrega nulla, ed ha dimensioni insignificanti ma non ha la mia fiducia.
Anzi le dimensioni aiutano, a rendere le informazioni sempre più anonime e disperse.
Se ho le informazioni di 1 miliardo di persone, l'informazione singola e personale non è accessibile, per questioni pratiche alla singola persona che in un Datacenter di Google voglia compiere azioni malevole e sia autorizzato a farlo. Anche perchè sono pochissime persone a poterlo fare, con poschissimi gradi di libertà e super controllate.
Sul mio server privato, se litigo col mio sistemista quello mi può rovinare.
L'aggregazione delle informazioni di per sè non è un problema, anzi può essere un servizio. Se sono convinto che vengano gestite in maniera 'no evil'
Non credere che tutti utilizzino Google in maniera inconsapevole solo perchè è comodo. Lo fanno perché sono convinti che ci si possa fidare, confortati dal fatto che tanti utenti consapevoli utilizzano quei servizi. Nulla di diverso da Microsoft, azienda di cui al di là dei noti difetti mi fido, anche se non ho accesso al codice delle loro applicazioni.
Giuseppe Masili: non hai certezze che qualcuno faccia ricerche su di te attraverso Google, magari lavorandoci dentro o essendo una delle società partner.
Nicola Bertellini: Decido io la visibilità che hanno i miei contenuti. Sui contenuti pubblici vale lo stesso discorso per qualsiasi motore di ricerca.
Dal di dentro, hai ragione, mi devo fidare e io mi fido.
Giuseppe Masili: occhio perchè può essere davvero pericoloso
Nicola Bertellini: Un certo grado di rischio c'è qualsiasi cosa tu faccia a meno che non decida di scomparire e non fare più nulla. Credimi è molto meno pericoloso di gestirsi le cose sul proprio server, ma tu lo sai benissimo.
Giuseppe Masili:
Nicola Bertellini: Rischi di data loss, rischi di uso fraudolento da interni, esterni autorizzati, esterni non autorizzati, guasti HW, guasti SW, virus, attacchi, sabotaggi. devo andare avanti...?
Giuseppe Masili: meglio di niente, ma  penso che ci stiamo fidando troppo di Google, soprattutto quando passerà su mobile con android avrà chiuso il cerchio
Nicola Bertellini: può darsi, ma ci fidiamo per buoni motivi.
Giuseppe Masili: ci fidiamo perchè non ci sono alternative valide, se Yahoo si svegliasse...
Nicola Bertellini: Guarda siamo nell'era internet, l'effetto rete non l'ha inventato Google. Io credo che queste cose vadano regolamentate, ma il campo è ancora troppo immaturo per permetterselo. Io sono per la concorrenza ma quella che proponi tu non è la soluzione.
Sono convinto che Google voglia la competizione, continuano a dirlo, soprattutto nel Cloud computing, in fondo a loro non interessano (se non marginalmente) le applicazioni.
Giuseppe Masili: concordo che la mia soluzione non salverà in mondo, è un gioco per far notare certe situazioni ma usare ogni tanto un altro motore cmq lo ritengo utile dato che gli altri motori stanno permettendo a Google di diventare la nuova Microsoft o già è così?
Giuseppe Masili: Possibile che mi devono imporre windows su ogni PC che acquisto?
Nicola Bertellini: Quello è scandaloso. Sono d'accordo.
Nicola Bertellini: è il motivo per cui Microsoft ha la mia fiducia sull'utilizzo delle informazioni (ma con molta cutela) ma non la mia simpatia.
Nicola Bertellini: E la fiducia è dettata dal fatto che quando provano ad approfittare della posizione vengono sempre bocciati dal mercato.
Nicola Bertellini: Però non vedo lo stesso pericolo in Google, loro hanno un obiettivo diverso, che non è legato solo al profitto ma soprattutto a rendere il web un ambiente aperto libero e utile, e non sono i soli, ad es. Wikipedia, Twitter e tanti altri.
Giuseppe Masili: Perchè l'antitrust non è ancora presente sul monopolio internet, non ha modo di controllare o limitare.
Nicola Bertellini: E' un settore ancora immaturo, nessuno sa come affrontare il problema, è un giocattolo facilissimo da rompere.
Nicola Bertellini: Guarda, mi preoccuperei se Android o GAE o WTK o qualsiasi dei progetti di Google fossero chiusi, perchè vorrebbe dire che vogliono chiudere il web in un dominio proprietario, ma non è così come ha più volte per altro tentato di fare MS con Outlook e iExplorer. Per Google, più il web è aperto, più è libero, più la gente si fida ad andarci, più cliccano sui banner.
Oltre ad avere una missione chiara, questa coincide anche con i loro interessi commerciali.
Giuseppe Masili: ultima cosa: http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/tecnologia/google-world/twitter-trattativa/twitter-trattativa.html
gli mancano ancora queste info :D
Nicola Bertellini: Bene!!! Avevo una paura che Twitter chiudesse: "nonostante la compagnia non sia ancora riuscita a conseguire dei profitti." Non cambia una virgola per me, non è il quanto ma il come ed i profitti ti fanno stare aperto... don't forget it...