Cloud computing, quando dire NO

mercoledì 23 giugno 2010

E' meglio dire no subito ad un cliente che non 'comprende' la proposta. Una soluzione 'cloud', ha successo quando è lui a volerla.

Se non si è capito prima cos'è il modello del cloud computing con tutte le sue implicazioni, si finisce per cercare di forzare su un modello innovativo le proprie logiche di utilizzo, modelli comportamentali e organizzativi correnti, mettendo poi in difficoltà il fornitore con richieste che vanno contro la logica di semplificazione intrinseca del modello cloud.

Impedire l'accesso ad internet ai propri dipendenti e contemporaneamente utilizzare una soluzione internet per la communication&collaboration è fattibile ma artificioso e costoso.

Non si tratta solo di mettere un firewall che restringa l'accesso ai soli server di Google ma poi come si fa con i marketplaces, con i plugin, con le estensioni del browser...? Chi gestisce il delirio di regole, policies, eccezioni, autorizzazioni, etc.

Per questo insisto subito a spiegare come le soluzioni 'cloud' impattino sui modelli organizzativi, dove in qualche modo bisogna 'responsabilizzare' l'utilizzatore e delegare il controllo a chi è preposto a farlo, motivando le persone sul raggiungimento di obiettivi invece che imponendo delle barriere.

Certo, una volta che si salta la barriera psicologica che internet possa diventare un ambiente di lavoro produttivo e non un luogo dove si perde tempo, i benefici sono eclatanti in termini di 'semplificazione' delle tecnologie e dei processi e di riduzione dei costi e di user empowerment.