Simplexity

sabato 13 marzo 2010
Se non ne avete mai sentito parlare, sappiate che non si tratta di un concetto nuovo, la simplexity trova applicazione in una miriade di campi, dal marketing all'educazione. (wilipedia)
Recentemente ha preso una nuova ispirazione con la proliferazione dei sitemi di interazione digitale, come la teoria che cerca di spiegare i fenomeni della complessità delle interfacce semplici.

Il cloud computing soffre di simplexity? Come ogni livello di astrazione che nasconde strati di complessità sempre più 'lunghi' sì. Ma non più di qualunque altra tecnologia digitale, dipende da come è progettato il sistema.
Anche le interfacce digitali sono delle astrazioni che mascherano una complessità soggiacente.
Ci piace un sistema semplice perchè è comprensibile ma quando vogliamo fare 'quella cosa' la semplicità ci porta a percorsi tortuosi per ottenere il risultato.
O viceversa, l'abbondanza delle possibilità compete per una soluzione, rendendo quasi impossibile la scelta per l'insicurezza di aver selezionato il percorso ottimo.
Adam DuVander, (www.adamduvander.com) "Things get from simple to complex much faster then they did before. Only because of all the things that are possible."

Quando si prende qualcosa di incredibilmente complesso e si cerca di avvolgerlo in qualcosa di più semplice, mascheriamo solo la complessità, non stiamo progettando 'realmente' un sistema più semplice. E in qualche modo si aggiunge complessità, perché ora l'utente deve capire che cosa è stato omesso e come aggirare le limitazioni.
Albert Einstein diceva: "rendete le cose più semplici possibile, ma non più semplici."

"Any intelligent fool can make things bigger, more complex, and more violent. It takes a touch of genius -- and a lot of courage -- to move in the opposite direction." E. F. Schumacher

L'unica soluzione al problema della simplexity è la cultura del "just enough" che non deve essere solo nelle interfacce digitali, nelle astrazioni, nei sistemi, ma soprattutto nelle menti degli utilizzatori che devono cogliere la bellezza della semplicità e la cultura del "LESS IS MORE".




0 commenti:

Posta un commento