
Sto utilizzando wave da un paio di settimane e sono ben lontano dall'aver fatto una analisi esaustiva. Ma mi sembra già sufficiente per azzardare alcune considerazioni sul suo potenziale.
Innanzitutto le impressioni che colgo in giro non sono sempre benevole. "E' complicato", "non si capisce", "conversazioni caotiche", "mancano le estensioni", "è instabile"...
In una beta ad inviti mi sembra evidente che non si possa giudicare un prodotto dalla sua maturità.
Wave è immaturo, incompleto, criticabile quanto volete ma a me piace. Non dimentichiamo il primo impatto con gmail e con google apps, non è sempre stato positivo eppure sono prodotti che hanno 'preso'.Come dice il mio amico Pier Carlo Pozzati "all'inizio odiavo gmail, ora non posso più farne a meno".
Riuscirà wave a penetrare? Esaminiamo le categorie di utilizzatori da catturare.Geeks: i più facili di tutti da acchiappare, basta dire "ehi qui c'è una novità rivoluzionaria!" e arrivano tutti come api sui fiori o mosche sul letame...Consumer: un po' più complicati da fidelizzare, arrivano se si crea massa critica e trovano servizi utili e gratuiti.Professional: stimolati dal prezzo e dalla novità ma sposano solo qualcosa che gli dia in ogni caso un vantaggio.Enterprise: duri da vincere, hanno un pregresso da salvaguardare, sistemi strapagati da ammortizzare, resistenze interne e in genere poca predisposizione all'innovazione alla collaborazione e alla condivisione.
Le caratteristiche del prodotto sono indirizzate verso la competizione con Facebook piuttosto che verso il mercato enterprise dove io vedo invece le potenzialità maggiori come "unified conversation platform" Enterprise 2.0. D'altra parte trovo molto complicato scalzare facebook dal suo trono di piattaforma di 'cazzeggio' sociale (scusate il termine).
In estrema sintesi, vedo la strada di wave bene in salita. Mancano elementi chiave quali la semplicità di twitter, la socialità di facebook, la diffusione della posta elettronica, la comprensibilità di skype.
Però ce ne sono altri, la novità, il real time (che deve essere sfruttato davvero, non per vedere i testi composti dal vivo), l'aggregazione di servizi in un'unica piattaforma, la costruibilità del sistema, il protocollo aperto ma sono tutti vantaggi di difficile presa su un pubblico generico.
Wave non è un'ondina, è un'ondona e questi ostacoli formidabili possono essere scavalcati grazie alla piattaforma più potente che Google abbia mai inventato, l'affetto che è riuscita a catalizzare su di sè.
Auguri Wave, spero che la tua onda non rimanga congelata a mezz'aria.

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