Nuvole private

giovedì 27 agosto 2009
Consumare servizi senza preoccuparsi di doverli gestire è uno dei concetti chiave del Cloud Computing.
Per questo quando si parla di modelli quali le "private cloud" oppure le "hybrid cloud", i puristi storcono il naso. Io sono tra loro.

Il concetto di "Private cloud", non è altro che l'implementazione di tecnologie cloud all'interno del perimetro di un firewall.

Il cloud computing puro o 'pubblico' ha senso per due ragioni fondamentali:
  • i benefici in termini di scalabilità ottenibili considerando di allocare le risorse a partire da risorse 'infinite' e sfruttare i benefici economici del fattore scala,
  • sfruttare la gestione esterna come servizio per avere un sistema sempre aggiornato, fresco e performante senza averne l'onere amminstrativo.
Le 'private cloud' sono più un'estensione tecnologica del concetto di virtualizzazione, piuttosto che un nuovo modello di business qual è il 'cloud computing'.
Detto questo anche i modelli 'privati' hanno un senso tecnologico, economico e strategico significativo.
Uno dei benfici principali delle tecnologie cloud è l'allocazione virtuale di risorse di calcolo senza dover passare attraverso il processo di allocazione fisica (acquisto , installazione, configurazione) e soprattutto di deallocazione quando il servizio non è più necessario.
I sistemi Cloud possono essere trattati come veri e propri servizi, per i quali esistono vantaggi di interoperabilità e semplicità nelle loro gestione.
Questi vantaggi permangono anche dietro ad un firewall.

Certo che l'effetto scala di cui beneficiano i servizi Cloud puri, e le loro conseguenze economiche, diventano meno evidenti in questi modelli.

Per un sviluppatore , le "public clouds" offrono alcune opportunità.
  • Sparisono i costi di up-font per essere convertiti in costi relativi al servizio, misurati sulle risorse effettivamente impiegate.
  • E' facile 'piazzare' il proprio servizio in cima ad un 'cloud stack' per poi venderlo ai clienti.
Estrapolare questi benefici economici da 'public cloud' a 'private cloud' non è banale. Tuttavia esistono alcuni ambiti in cui può avere senso:
  • per le grandi e grandissime aziende, esporre il costo effettivo di un servizio IT seondo il modello economico del 'cloud computing' all'interno di una organizzazione può rendere più snella e meno costosa l'infrastruttura stessa, responsabilizzando i manager che richiedono tali servizi.
  • problemi di segretezza, privacy, sicurezza estremi, richiedono la rispondenza a criteri che le 'public clouds' non possono ancora offrire.
I modelli con cui le aziende possono approcciare il modello 'private cloud' rimangono in sostanza questi:
  • "Virtual Private Clouds" - le aziende 'affittano' le risorse su una 'public lcoud', ma con un perimetro di sicurezza virtuale che rende più sicura la gestione delle informazioni. Amazon ha appena annunciato l'offerta dei servizi di 'private cloud'
  • "Managed Private Clouds" - le aziende affittano uno stack completo (hardware, piattaforma, software), che viene consegnato dietro il proprio firewall come unità completa. Il venditore richiede il pagamento degli usuali canoni su questo set completo insieme alla sua mantenzione. Se al cliente non piace la soluzione, ha un'opzione per restituire l'intero stack.
  • il cliente prova un servizio sulla 'public cloud' e se gli piace lo trasferisce all'interno.
  • il cliente crea la propria 'private cloud' e quando è sicuro e ha definito dal punto di vista normativo, legale e di SLA gli accordi con il proprio 'cloud partner', va sul 'public cloud' per sfruttarne appieno i benefici e ridurre i costi.

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